Land Art

 

 

 

 

 

Rinascita

 

 

 

 

Crescita di un organismo naturale, di contrasto al degrado e alla distruzione dell’azione umana.

L’evoluzione di questa forma, con sviluppo verticalmente, vuol essere un modo per rimarcare la forza della natura evidenziato dai tre cubi bianchi, simbolo della città, che vengono salvate dall’ambiente di degrado urbanistico.

2018

Rami e filo metallico

120 cm x 130 cm x 420 cm

Land Art Campi Flegrei XIV ediz.,

Parco della Quarantena al Fusaro (Napoli)

 

 

 

 

Encuentro

 

 

 

 

Una forma semplice, realizzata in pietra, attraverso la tecnica del “muro a secco” che lentamente avanza guardando la natura, simbolo della costruzione umana che continua a prendere pezzi di terreno. Questo incontro tra natura e città si basa sull’equilibrio dato dall’essere umano in un intercambio continuo di eventi.

 

2018

Pietre

125 cm x 520 cm x 520 cm

Percorso artistico En los Bordes,

La Zubia (Spagna)

 

 

 

 

 

Avvolgimento

 

 

 

 

Partendo dalla figura del cervo, un animale di riferimento per la storia della Madonna dei Cervi di Massafra, ho ripreso il suo ruolo principale, ovvero di protezione.

L’opera quindi verte su lineamenti sinuosi formando quasi un abbraccio ove le persone possono entrarci e far parte integrante dell’opera stessa.

Da ciò scaturisce la scelta delle corna per la struttura e la forma che nascendo dal terreno si adagia dolcemente avvolgendo lo spazio e allo stesso tempo aprendosi al panorama della gravina.

 

2018

Rami

180 cm x 450 cm x 500 cm

Gravinart, Massafra

 

 

 

 

 

 

Seduta...mente

 

 

 

 

Un luogo di riflessione, una forma avvolgente

che coinvolge tutti i sensi:

la vista della natura,

 i raggi del sole che entrano tra gli

spiragli dei rami,

l’ascoltare l’acqua che scorre,

 il sentire il profumo

 del bosco e il toccare del legno.

 

 

2017

Lucia Marchesin e Marzia Ferrari

Rami, filo metallico

140 cm x 250 cm x 510 cm

Tracce di passaggio II Edizione,

Ruffrè Mendola

 

 

 

Progetto Orizzonte

 

 

 

 

Lo studio si focalizza sul concetto orizzonte, una linea indefinita, creata dal nostro stato d’animo, dalla nostra volontà, a volte inconscia, di vedere e percepire l’ambiente che ci circonda, i singoli movimenti in un paesaggio apparentemente immobile.

E’ l’istinto.

Estasi.

Piccole sfumature prendono vita, movimenti insignificanti, come un semplice stelo d’erba che si lascia andare dalla forza del vento o una nuvola la cui ombra disegna il tempo in un paesaggio immobile.

E’ esattamente questo l’orizzonte, un limite invisibile, una linea indefinita in continua evoluzione che ognuno di noi disegna per poter lasciarsi andare, un momento struggente, farsi travolgere dalle emozioni, per trovare un momento di pace, per commuoversi di fronte all’inquietudine del generico, di quella realtà spenta che fin troppo spesso dipinge la mente di chi non accetta questo realismo magico.

 

Orizzonte  Studio

 

2017

Stoffa

6 cm x 68 cm

Orizzonte 00

 

2017

Pietre

40 m

Orizzonte 01

 

2017

Tessuto rosso

0,1 cm x 30 cm x 830 cm

Orizzonte 02

 

 2017

Tessuto blu

0,1 cm x 30 cm x 849 cm

 

 

L’attesa

 

 

 

 

L’attesa. Il tocco dei remi sull’acqua.

Pescatori che si avvicinano al mare per esser riportati fin alla civiltà.

 

Queste immagini frammentarie mi hanno portato ad aestrapolare una coppia di elementi fondamentali della vita dei cittadini di Scano Boa, i remi. Essi fanno parte di un rito continuo che accompagnano i pescatori verso mete marittime.

 

Lingua di spiaggia.

Solitudine.

 

La scoperta, la selezione e l’assemblaggio di alcuni elementi naturali come i rami hanno portato alla creazione di remi. Questi ultimi rivolti verso il mare sono come i pescatori che aspettano l’occasione giusta per esser riportati fino al caldo casolare.

 

 

 

 

2016

Rami e spago

180 cm x 400 cm x 800 cm

 

Simposio di Scultura, Scano Boa (Este)

 

 

 

 

 

 

Proyecto Dehesa

 

 

 

 

Il progetto Dehesa consiste nella creazione di più opere effimere in relazione con l’ambiente e connessa ad un azione performativa.

Il lavoro è stato sviluppato in alcune zone del sentiero Acequia Real del Dehesa del Generalife, con l’obbiettivo di utilizzare il materiale in natura come pietre, terra, rami per ricostruire particolari di mosaici presenti nel complesso di edifici del Alhambra.

Gli arabi construirono Alhambra nella collina di Sabika per cui all’interno vi è una moltitudine di mosaici di origine arabo che si caratterizzano per le figure puramente geometriche.

 

Mosaico 01

 

 2016

Rami

8 cm x 60 cm x 200 cm

Dehesa del General Life, Granada

Mosaico 02

 

2016

Terra

5 cm x 100 cm x 250 cm

Dehesa del General Life, Granada

 

Mosaico 03

 

2016

Terra e pezzi di rami

6 cm x 160 cm x 360 cm

Dehesa del General Life, Granada

 

 

Avanzamento

 

 

 

 

Distensione verso la terra,

dal mare alla spiaggia,

verso un orizzonte umano.

 

 

 

 

2015

Lucia Marchesin e Monica Winterle

Legno

70 cm x 400 cm x 700 cm

L_ndescape, Simposio di scultura, Lido

 

 

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